A LECORE DALLE RADICI DELLA SPERANZA NASCE LA VITA

Noi dobbiamo essere come le radici di un albero, aggrappate alla terra per non essere sbalzati via dalla prima tempesta della nostra vita. Così una nonna diceva a Settembre a Lourdes al curatore del presepe Sauro Mari che, tornando a casa, ha realizzato lo scenario del Presepe di Lecore 2014. Un grande albero della vita, con due bracci laterali, ed il tronco in proiezione con il crocifisso della Chiesa. L'albero affonda le sue radici nella natività e porta i suoi frutti e le sue radici piene di vita nel piccolo paese di Betlemme che pullula di personaggi meccanizzati e che sono prevalentemente mamme e nonne con bambini che giocano, perchè la nostra speranza sono i bambini e le nostre radici sono i nostri nonni, che troppo spesso non vengono più accolti in famiglia. Chi invece non riconosce la speranza della natività si indurirà e diventerà pietra come le case di Cafarnao, il paese sulla sinistra del presepe da dove Gesù chiamò e scelse i suoi pescatori di uomini Pietro, Giovanni, Giacomo e Simone. Ma gli abitanti di questo paese non riconobbero il valore del Messia e non lo seguirono, così di quelle case non rimase che un cumulo di pietre, come lo stesso Gesù profetizzò. Ma anche per queste persone Dio dà una possibilità di salvezza, così un'unica lunga radice, collega ogni casa di Cafarnao per permettere a Dio di operare la sua Misericordia. 





 


Il presepe di Lecore è un presepe in cui ogni casa ed ogni personaggio parlano e partecipano del significato del tema meditativo, ogni casetta non è messa lì ma propone una suggestione a chi la guarda e molte persone uscendo dalla Chiesa di San Pietro a Lecore hanno le lacrime agli occhi per la commozione. Il presepe è al suo nono anno di allestimento ed è realizzato tutto con materiale povero come scatole di cartone e carta da pacchi. Si può visitare tutti i giorni festivi e prefestivi fino al 18 Gennaio. Per infowww.presepedilecore.it

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